Dimanche 30 août 2009
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Un giorno venne a trovarci un amica carissima, sul luogho dove facevamo gli apprendisti muratori (affreschisti, ecc), stimolati dai consigli vostri e anche un
pò affascinati dall incredibile esattezza e sicurezza dei vostri gesti. " Ma che bellisima faccia hanno questi uomini, disse, sembrano degli eroi scolpiti nella pietra!" ed era proprio così:
cresciuti in questo territorio di pietre dove si può leggere a libro aperto la durezza del mestiere che aveva disegnato con nobiltà i vostri lineamenti, si poteva parlare di espressione del
viso maestosa, quasi da leggenda -- ma il mestiere era faticoso per altri, non per voi -- per voi nient'altro che la lotta di ogni giorno con l'aspra realtà del paese di queste pietre
che da lungo tempo avevate combattute e domate nel loro carattere ribelle, da veri maestri, al di là della specie umana semplice, veri eroi sul serio. Eroi non per aver vinto mostri o orche
mitologiche, ma operando e lottando per anni nella compattezza oscura del mestiere nobile di muratore, e forse muratori da favola. Esperti di tutto quello che l'uomo moderno trascura per
pigrizia o debolezza d'anima: blocchi di pietra, vecchi muri testardi e durissimi che si frantumavano come consapevoli di una lunga fraternità acquistata nel confronto, tronchi vecchi e pietre o roccie che sapevano
che alla fine, si sarebbero arrese alla volontà di chi li conosce di gran lunga -- o meglio, che avrebbero cortesemente ceduto ai colpi di chi ne sà di
più. Sotto i colpi le pietre cedono, anche se nei primi tempi uno pensa che ci vuole una specie di abiltà misteriosa per vincerle, per aprire una crepa fine come una ruga, improvvisa che poco a poco si allarga, e lentamente libera una faccia sconosciuta, come una
foglia color di rame, che si trasformerà di nuovo in muro, ponte, parete, soglia, lastra, "pioda", svegliata dal suo sonno secolare per un destino nuovo. Ora vorrei dire che questo testo l'ho scritto in lode di una persona eccezionale he non c'è più: : Enrico Morisetti, la cui scomparsa
brutale ci ha lasciati sconvolti, come ha colpito tanta altra gente nel paese, così si usa dire, come un enorme lampo apparso in una chiara giornata di bellissimo sole. Assurda e
terrificante notizia che per qualche minuto ci fà credere che la follia si sia impadronita dal mondo. Albero gigante stroncato da qualche maligno colpo del
destino. Per ore mi tornarono in mente immagini straordinarie di come Enrico lavorava -- con esigenza, rapidità, ritmo, sempre nel movimento del suo lavoro,
seguendo una cadenza molto viva e tesa, mai fermo, uomo di poche parole e tanti risultati bellissimi. Come mai questo maestro , con la sua lunga esperienza di vicinanza e familiarità con questo mondo di case intrecciate di
materiale grezzo e aspro, potè ricevere, lui vera sorgente di vita, un colpo cosi brutale che l'avrebbe buttato giù?
Decise la sorte, o magari decise più attentamente la mano del Creatore con la matita in mano o la punta dell incisore, di lasciare a tutti il viso sempre giovane, lo sguardo vivacissimo,
fermandolo nell atto di lavorare nel senso più alto della parola? Instantanea visione, ma duratura, di quello che non c'è più e che si potrà ricordare sempre
vivo nel cuore di tutti, tra i compagni e gli amici che lo amavano. Assente di quell assenza che non può essere trascurata ne dimenticata, e che lascia di lui quasi come una statua in
movimento, per noi immagine brillante -- quella che rimarrà oggetto di culto e di fervore nel paesino suo, e per sempre.
(écrit à l'automne 2008, excusez les fautes de l'auteur)
Hommage à Enrico Morisetti - elevergois - textes sur le lac -- et certains sont des hommages à des gens extraordinaires trop tôt disparus - tous droits
protégés --